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Newsletter APAE – Ottobre 2017

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COMPRARE NON È SALVARE

 

 

Perché scoraggiamo le persone dal comprare rettili in negozi non specializzati?

Spesso, nei vari gruppi tematici che si trovano sui social, compaiono molte segnalazioni di questo o quel negozio che vende rettili a pochi euro e si chiede aiuto nel comprarli e a trovare loro famiglia.

La triste realtà dei rettili nei negozi è purtroppo un problema che non può essere affrontato in questo modo, anzi. Tramite questo nostro ragionamento, infatti, cercheremo di farvi capire perché la soluzione migliore per gli animali potrebbe essere proprio quella di non comprarli.
Pensateci bene: perché un negoziante decide di tenere in negozio degli animali da vendere a pochi euro? Semplice, perché ha clienti che richiedono questo “prodotto”, che in quanto tale dà un guadagno.

ESEMPIO: Mettiamo che il negoziante del punto vendita X ricavi 150 euro al mese dagli esemplari di Pogona, 30 euro a Pogona, 5 Pogona vendute ogni mese. Poi arriviamo noi che amiamo tanto i rettili, li vediamo e decidiamo di salvarli, di non lasciarli morire nella teca mal allestita del negozio. Bene, noi compriamo 2 Pogona, 60 euro, e lo diciamo ad un amico, che ne compra un’altra. Passa un’altra persona sensibile, che decide di salvare i 3 restanti animali nella teca, e così via.

Va a finire che solo con tre persone il negoziante quel mese avrà venduto 6 Pogona in più del normale e avrà guadagnato 180 euro in più del normale.
Cosa mai farà questo signore con i soldi in più? Dopo aver visto la domanda crescere, perché più persone hanno comprato animali al suo negozio, deciderà di investire una parte del guadagno nel comprare alcuni rettili in più, per le vendite extra. Questo significa che il fornitore/allevatore, ricevuto l’ordine di consegnare più esemplari, inizierà a riprodurre di più, tenere più coppie riproduttrici, allargare l’allevamento.
In fondo questi rettili, che sia da terraristi esperti, da normale gente impietosita o da curiosi impreparati, vengono sempre comprati da qualcuno, ma al negoziante non importa da chi!
Allora se è vero che gli animali nei negozi di certo non cesseranno di esistere anche se noi non li compriamo, è altrettanto vero che noi comprandoli contribuiamo al mantenimento e, come abbiamo visto, addirittura all’incentivazione del triste mercato di questi animali.
Comprandoli diamo un valore alle loro vite, li trattiamo noi stessi come merce, ed è proprio questo circolo che dovrebbe essere spezzato.
Altro aspetto da non sottovalutare sono le condizioni in cui questi animali sono tenuti: si vedono situazioni che concordiamo essere di palese maltrattamento, teche piccole, sovraffollate, sporche, stabulazione completamente scorretta, condizioni precarie di salute e potremmo continuare per un bel po'.

Ecco, allora, che cosa comunichiamo al negoziante nel momento in cui compriamo questi animali?
Che si comporta molto male nei confronti di questi animali, ma noi li compriamo lo stesso?
Che magari li compriamo proprio perché tenuti in queste in condizioni pietose?
Che interesse dovrebbe avere questo negoziante nel migliorare le condizioni di vita di tali animali?
Per lui vorrebbe solo voler dire dover organizzare spazio in più, dover sprecare più tempo del suo lavoro, spendere denaro in più per guadagnarne, forse, di meno. Per cosa dovrebbe impegnarsi, se questi animali li vende lo stesso, anche e soprattutto quando fanno pietà?
È la mera legge dell’economia, a maggiore domanda risponde maggiore offerta: è il cliente che decide, il cliente che fa una scelta, il cliente che ha in mano il potere.
È semplice come viene detto. Comprare non è mai salvare.

Allora, dato che ormai gli appassionati riproducono praticamente qualsiasi specie si possa trovare in negozio, crediamo non ci sia bisogno di andare ad incentivare un mercato come quello appena analizzato, ma piuttosto sostenere quegli erpetofili che impiegano le loro energie nella realizzazione della loro passione; speriamo con questo articolo-riflessione di aver convinto anche voi.
Cercate piuttosto di far ragionare il negoziante, fategli capire che così facendo perderà clienti sensibili (che voi provvederete ad informare riguardo gli animali in pessime condizioni), cercate tutt’al più di farvi cedere gli animali maltrattanti/malati/feriti gratuitamente, ma mai pagarli, nemmeno pochi centesimi!

Se poi anche dopo averlo letto vi sentirete di comprare un animale in negozio per evitargli una brutta fine fate pure, ma forse “salvare” non è il termine più adatto…

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